sabato 21 maggio 2011

Skannatoio III: "Trasformazioni" di Alessanto

Recensioni della III edizione dello Skannatoio de La Tela Nera.
Era frocio. E allora?
Mi bastava che stesse lontano dal mio culo ed evitasse i gridolini da checca e le canottiere troppo aderenti.
Lavorava da dio e aveva un cervello che metà bastava: se gli piaceva farsi inculare, a me che importava?
Mi avvicinai al bancone dietro il quale una bionda da paura scuoteva un mouse a caso, come un vibratore. Sollevò l'indice non appena la mia ombra si stagliò sulla tastiera piena di coccinelle e cazzate del genere.
“Sì?” disse sbattendo le palpebre come avesse qualcosa nell'occhio.
Faceva la scema. Non mi meravigliai: alcune sentono l'odore di maschio peggio delle leonesse del Serengheti. Mi schiarii la voce. Scelsi un tono spiccio, non volevo perdere tempo.
“C'è Mitch?” chiesi lanciando un'occhiata alle tette strizzate dal body... (
continua) 

Commento
  1. Quarta di copertina
    Sullo sfondo di San Francisco, due detective indagano sulla scomparsa di una ragazza. Attraverso i bassifondi della città ne cercano le tracce e alla fine la trovano. In questo racconto hard boiled, non c’è un solo Philip Marlowe, ce ne sono due: una versione gay, molto sicura di sé e alla moda, e una versione etero, crucciata per la lontananza dalla figlia. Una coppia irresistibile che dà il meglio di sé nei duetti: da seguire col fiato sospeso fino all’epilogo.
  2. Trama
    Una ragazza scompare. Il fidanzato e il padre del fidanzato, ricchi industriali di San Francisco, assoldano due detective per rintracciarla. La ragazza si è “persa” nei bassifondi della città, alle prese con la peggiore teppa, ma non è tutto come sembra. Anzi, alla fine si scopre che il colpevole non è nessuno dei principali sospettati e, nonostante la terza alternativa non sia così difficile da indovinare, c’è la soddisfazione di una piccola sorpresa.
    La Trama ricorda quella di un noto romanzo con protagonista Philip Marlowe, ma lo svolgimento permette al lettore di godersi il racconto senza quella deleteria sensazione di già visto.
  3. Personaggi
    I personaggi sono tutti caratterizzati molto bene. Il detective gay è piuttosto stereotipato, ma non solo lui, infatti i personaggi aderiscono piuttosto bene ai clichè del genere. Però il genere di questa storia richiede personaggi di questo tipo, sopra le righe e subito riconoscibili nei canoni. In questo aspetto la loro descrizione, i dialoghi e le azioni sono condotti in modo magistrale.
  4. Struttura
    La struttura del racconto segue una traccia ben precisa e, in fondo, lineare. Gli intrecci e gli stacchi tra una scena e l’altra sono tutti di una giusta lunghezza. Il ritmo è perfetto e non lascia al lettore il tempo per annoiarsi: non ci sono inutili lungaggini neppure nelle presentazioni dei personaggi, tutte godibili e azzeccate.
  5. Ambientazione
    Perfetta anche l’ambientazione. Di San Francisco si vede poco, ma quel poco è ciò che era effettivamente necessario. Allo stesso modo le location, più particolareggiate, creano la giusta atmosfera. Si ha l’impressione che non ci sia nulla fuori posto.
  6. Stile
    Perfetto! Mi aspetto che un hard boiled sia scritto in un certo modo, con crudezza ironica, e in questo caso è stato fatto.
  7. Conclusioni
    Un ottimo racconto, scritto benissimo, capace di soddisfare il lettore e di cogliere l'essenza di un genere. L'unica pecca è una trama che non ha saputo condurre a una conclusione sorprendente, ma in fondo è un aspetto secondario visto che la storia si lascia seguire senza intoppi fino alla fine.

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